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Bizzarre traiettorie di palla, gioiosa ascesa di cavalli a dondolo, sfrenate piste ciclabili, suggestiva presenza di pupazzi e bambole. L'apparente arbitrarietà dell'universo ludico nasconde la struttura articolata e ferrea delle regole che permeano il mondo del gioco. Un mondo intrinsecamente serio, in cui, proprio come nel mondo di tutti i giorni, l'arbitrarietà dovrebbe essere bandita e l'arbitro dovrebbe garantire la corretta applicazione delle regole.
Davanti agli impersonali "fondali marini" gli uomini osservano inconsciamente, senza mai sospettare che non siano altro che giocattoli nelle mani di Dio. La fantasia si materializza nella réverie quotidiana che ci riporta alle radici dell'infanzia nostra e dell'umanità. Gioco del mondo e mondo del gioco si intersecano in un divertimento infinito di archetipi e miti.

 

Erratic ball trajectories, joyful ascent of rocking horses, unbridled bicycle routes, evocative presence of puppets and dolls. The illusory arbitrariness of the playful universe conceals the rules that, with its articulated and iron structures, permeate the world of play. An intrinsically serious world where, like everyday life, free will should be banned and the arbitrator should guarantee the correct application of the rules. Faced with the impersonal “seabed” of the sea, men observe unconsciously, without ever suspecting that they are nothing more than toys in the hands of God. Fantasy materializes in the daily reverie that leads us back to the roots of our childhood and that of all mankind. Game of the world and the world of game overlap in an everlasting entertainment made of archetypes and myths.