Manikins

Carta cotone Hahnemühle Photo Rag 308 

La condizione post-umana pone il soggetto al centro di una  realtà reticolare  pervasa dalla tecnologia che trasforma tutto in  forme  e geometrie astratte. Fra le gru, la spiaggia, le panchine, i moli, l'uomo è prigioniero della realtà stessa che ha contribuito a costruire.   La solitudine, diviene, allora, la situazione esistenziale degli individui, sempre più separati fra di loro e dalla comunità. Incapaci di dialogare, vagano senza scopo, ipnotizzati dal Moloch della tecnica che li spinge verso una deriva regressiva, laddove riaffiorano mostri ancestrali. Sotto la razionalità securizzante di  linee e volumi, riaffiorano le  angosce primordiali di un io sempre più soffocato e compresso dalla ipermodernita'. In questo scenario  allucinato, gli uomini, ignari, divengono manichini di sé stessi, intrappolati nella fitta rete di astrazioni, spesso  inconsapevolmente,  generate da loro.

The post-human condition places the subject at the centre of a reticular reality pervaded by technology that transforms everything into abstract shapes and geometries. Among the cranes, the beach, the benches, the docks, man is a prisoner of the very reality he helped to build.   Loneliness, then, becomes the existential situation of individuals, increasingly separated from each other and from the community. Unable to dialogue, they wander aimlessly, hypnotized by the Moloch of the technique that pushes them towards a regressive drift, where ancestral monsters resurface. Under the securitizing rationality of lines and volumes, the primordial anxieties of an ego increasingly suffocated and compressed by hypermodernity resurface. In this hallucinated scenario, men, unaware, become mannequins of themselves, trapped in the dense network of abstractions, often unconsciously, generated by them.